Al colloquio di lavoro

Pubblicata in: News 02/02/2021

Non sempre basta un curriculum ottimo per ottenere un lavoro, talvolta è sufficiente commettere un piccolo errore di pronuncia durante il colloquio e la possibilità di farsi assumere va in fumo. Vediamo gli sbagli da non commettere con l'esaminatore.

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Presentarsi a un colloquio di lavoro e parlare di stage, pronunciandolo all’inglese, pensare di fare un figurone declinando curriculum al plurale curricula o pronunciare maldestramente management sono passi falsi che vi possono costare l’assunzione. 
In un mondo lavorativo sempre più competitivo, ci si aspetta dai candidati una certa dimestichezza con i termini italiani e stranieri usati nell’ambito lavorativo. Conoscerne il significato e saperli pronunciare senza impacci può influenzare il giudizio di chi vi sta esaminando.
Ricordatevi che tutte le parole in blu vanno cliccate per ascoltarne la pronuncia.

Il plurale di curriculum vitae

Sappiamo tutti che cos’è un Curriculum vitae (in forma abbreviata CV) e cosa significa, e sappiamo anche che è alla base di tutti i colloqui di lavoro
Letteralmente dal latino, c
urriculum vitae vuol dire corso della vita ed è quel documento che riassume per punti la nostra formazione accademica, le esperienze lavorative e le Skill, termine inglese molto utilizzato ultimamente per indicare le capacità o le doti che dichiariamo di avere. 

La pronuncia di curriculum vitae non preoccupa: si pronuncia così com'è scritto. Il problema si pone quando lo decliniamo al plurale. Parlando di più curriculum, non bisogna esordire con un bel “Ho inviato tanti curricula”. Il plurale è corretto, ma solo se state conversando nella lingua di Cicerone e di Catullo. 
Se state parlando in italiano, cosa molto più probabile, curricula è uno sfoggio di cultura fuori luogo.
Da almeno una decina di anni a questa parte, e lo conferma anche la Treccani e lo Zingarelli, il latino segue la stessa regola dei forestierismi, come vengono chiamate quelle parole straniere che diventano d’uso comune anche in Italia.
Questo vuol dire che tutti i termini stranieri che la lingua italiana prende a prestito dagli altri idiomi, al plurale rimangono invariati. 
Al colloquio di lavoro, parleremo dunque di tanti curriculum (e non curricula), di bellissimi film (e non films) e di fan in delirio (non fans).
Da evitare come la peste anche la forma italianizzata curricolo con il suo plurale curricoli.

Se vi capita di dover inviare un CV in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, sappiate che, anche in inglese, si utilizza il termine curriculum vitae (ascoltate però come viene pronunciato in inglese Curriculum vitae) per indicare quel documento che riporta dettagliatamente tutte le nostre competenze.
Si utilizza invece Résumé, un termine preso in prestito dal francese, per indicare un CV molto più conciso, non più di una paginetta, che riporta solo i punti più importanti del percorso accademico e delle esperienze lavorative.
Résumé, che poi vuol dire riassunto in francese, viene usato sempre di più anche in Italia, sempre per indicare un curriculum vitae più conciso. 

Come si pronuncia reception

Prima di recarvi nell'ufficio dove avrà luogo il colloquio di lavoro, sarete ricevuti alla Reception. O forse sarete voi a dover chiedere "Dov'è la reception?". Sappiate allora che non esiste persona che prima o poi non si sia ritrovata a pronunciare maldestramente questo termine inglese tanto usato anche in Italia: Reception (riascoltate pure la pronuncia corretta).
Letteralmente dall’inglese reception vuol dire ricevimento, ricezione e si può tradurre in italiano con accoglienza, accettazione. Traduzioni congrue, ma un po’ ospedaliere. Il termine inglese ci offre invece un’immagine sicuramente più rassicurante e piacevole di chi ha il compito di accoglierci e offrirci le informazioni necessarie in un albergo, in un’azienda, a una mostra o a un convegno.
Mentre vi allenate a pronunciarlo correttamente, ricordate anche che l'addetto alla reception si chiama Receptionist.

L'accento di management 

Usata, abusata e mal pronunciata, Management è la parola inglese che nel mondo lavorativo indica la direzione aziendale e le attività che a essa competono.
Secondo il dizionario online Treccani, management è l’attività del Manager “volta al conseguimento del massimo profitto e in quanto tale, soprattutto in passato, distinta dalla gestione di aziende pubbliche e dei servizi, cui si preferiva attribuire la denominazione di 'amministrazione'.
Per estensione, il
management diventa anche tutto il personale che fa parte della direzione: i dirigenti e i manager, per l’appunto.
Il problema con tale termine è che in italiano viene sempre accentato nel modo sbagliato: mànagement e non manàgement... un po' come 
Performance che, per i giornalisti italiani, si dice pèrformance e non perfòrmance. 

Stage è francese non inglese

Per il vostro colloquio di lavoro di sicuro non avrete lasciato nulla al caso: dress code adeguato, CV inappuntabile con laurea, master, inglese ottimo parlato e scritto. Ma ecco il passo falso quando indicate orgogliosamente lo steig fatto in un’azienda prestigiosa, steig con la g di Genova. 
Il termine stage è francese, non inglese, e come tale va pronunciato: Stage (cliccate e ascoltate).  E chi lo effettua non è uno stegista, sempre con la g di Genova, ma uno Stagista (ascoltate la pronuncia).

Se vi vengono dei dubbi, usate tirocinio, termine italiano più antiquato, ma altrettanto corretto. Vuol dire esattamente la stessa cosa: periodo in cui si lavora in un’azienda per apprendere un determinato lavoro. Non usate praticantato, se non intendete proprio un tirocinio obbligatorio per accedere a un albo professionale.

Se proprio volete rimanere nell’ambito dell’inglese, usate Internship, stage in inglese, e Intern per indicare il tirocinante. A proposito di tirocinanti, una decina di anni fa, durante il suo internship alla Casa Bianca, Monica Lewinsky è diventata l’intern più famosa al mondo per sua relazione con l’allora presidente Bill Clinton. Ma di questo non parlatene al colloquio di lavoro.

Cos'è il brainstorming 

Il termine inglese Brainstorming, composto dalle due parole brain (cervello) e storming (tempesta) è ormai di uso comune nel mondo lavorativo italiano e significa lasciare che il cervello venga assalito da una tempesta di idee.
Nella pratica con questo termine si intende il lavoro di gruppo che, attraverso le associazioni di idee, ha lo scopo di trovare risposte e idee creative per risolvere un problema, proporre una campagna pubblicitaria, creare un nuovo prodotto.
Questa modalità di lavoro venne ideata da un pubblicitario americano, il quale stabilì anche che per ottenere i massimi risultati, durante tale esercizio, era vietato criticare le idee altrui, così come erano invece benvenute le proposte che capovolgevano completamente le idee già presentate. Al colloquio di lavoro cercate di infilarcela questa espressione... ci farete una bella figura. 

Chi è il CEO

Se il vostro colloquio di lavoro è in un'azienda multinazionale dove l'inglese regna sovrano, bisognerà anche essere preparati a non fare confusione con le sigle che definiscono i grandi capi.
Cominciamo con CEO (ascolta la pronuncia), la sigla di Chief Executive Officer, che viene utilizzata nelle aziende americane.
Il CEO è il nostro amministratore delegato, AD, in forma abbreviata.
In Gran Bretagna, così come nei paesi membri del Commonwealth, non si usa CEO ma MD, acronimo di Managing Director, che ha sempre il significato di amministratore delegato.

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