Dicono di noi

Umberto Eco | La bustina di Minerva 
L'Espresso - 24 gennaio 2013

(Umberto Eco consulta Comesipronuncia.it. La parte che ci riguarda è sottolineata in fondo)

Da "sain dai" invece di sine die a "Doic bank", sui giornali e in tv si moltiplicano gli errori. Di scrittura o di pronuncia. E non si tratta solo di lapsus. Eppure basta una rapida consultazione di Internet per evitare strafalcioni
Da tempo immemorabile salto sulla sedia ogni qual volta leggo su giornali e riviste inaccettabili svarioni: può per esempio un quotidiano, come è avvenuto più di una volta, scrivere nella pagina culturale "Beaudelaire" invece di Baudelaire? La mia generazione imparava dai giornali come si scrivevano certe parole, e imparava dallo speaker del giornale radio (e mi scuso se non faccio trascrizioni fonetiche come si dovrebbe ma vado giù alla buona tanto per farmi capire) che si diceva "Cièrcil" e non "Scerscìll" – come leggevano i nostri maggiori, che pronunciavano tutti i nomi stranieri come se fossero francese. E invece i giornali scrivono oggi "suspence" invece di "suspense" e radio e televisione ci abituano a dire "sàspens" (o addirittura "süspàns" alla francese) invece di "suspéns", per non dire dell'orrido "manàgment" che appare spesso anche sulle bocche di un manager. Persone amiche mi segnalano (detto in tv) un Des-cartes (René Descartes) con la "s" ben evidenziata, ed è peraltro memoria storica il caso dell'annunciatrice che, credendola espressione inglese, ha pronunciato "sine die" come "sain dai".Ho pertanto consigliato ad "Alfabeta" di raccogliere dai suoi redattori e dai suoi lettori segnalazioni di tutti i casi del genere e aprire una rubrica, che volgarmente intitolerei "Errata scorrige". Vedremo.

PER QUALI RAGIONI giornali e radio-televisioni svirgolano così? Ammettiamo pure casi di crassa ignoranza o di lapsus fatale (chi tra noi che scriviamo non ne ha mai commesso alzi la mano), ma almeno sulla carta stampata esisteva una volta il proto, che verso la chiusura del giornale con estrema pignoleria rileggeva ogni articolo, ogni titolo, ed era di solito persona dal sicuro mestiere che sapeva tutto, e Dio sa come faceva. Ma oggi che un quotidiano ha sessanta e più pagine questo controllo non è più possibile, e inoltre l'articolo arriva già formattato dall'autore e non occorre più controllare gli errori del compositore tipografo; ma con questo non si controllano gli errori del giornalista.
Poi c'è il calo di memoria storica. Leggevo su un grande quotidiano una rievocazione del 1945, con l'arrivo degli americani e le ragazze che impazzivano per il rock'n'roll. Il rock'n'roll? Ma nel '45 si ballava il boogie woogie e il rock'n' roll era ancora allo stato nascente e ignoto al grande pubblico! Ora non solo l'articolo parlava anacronisticamente di questa danza, ma il richiamo era ripreso nei sottotitoli, segno che gli smemorati erano due, l'autore del pezzo e il redattore. Forse entrambi nel '45 non erano ancora nati, ma questa non è una scusa. Molti di noi (immagino) non erano ancora nati nel Sei-Settecento ma sanno che il minuetto non è stato introdotto in Italia dai marines.

D'ALTRA PARTE, SEMPRE PARLANDO di ignoranza, nel famigerato incontro Santoro-Berlusconi si è dibattuto a lungo su una confusione tra Bundes Bank e Deutsche Bank, salvo che tutti, dal conduttore al cavaliere non pronunciavano "doice" bensì "doic" (con la "c" dolce così come ormai si scrive "c'a"). Certamente non è obbligatorio conoscere il tedesco, ma moltissimi che non lo parlano sanno almeno che non si pronuncia "Freud" bensì "Froid".
Il fatto è che il giorno dopo un noto quotidiano, riprendendo le fasi salienti dello scontro, scriveva allegramente "Deutsch Bank" invece di "Deutsche Bank". Niente da fare, la pronuncia televisiva faceva aggio sulle conoscenze scolastiche o parascolastiche.

Si noti che, malgrado tutte le critiche che si possono fare a Internet, con una breve visita a Wikipedia si può trovare il modo in cui si scrivono le parole straniere e che esistono siti in cui una voce gentile pronuncia nel modo giusto le parole che vi servono. Se andate su "http://www.howjsay.com/" sentite come si dice "management" e in "https://www.comesipronuncia.it/pronuncia_query.php?select_lettera=D" vi si insegna come pronunciare "deutsche" (anzi addirittura "Deutsche Bank"), e persino come si scrive.
 


Come si pronuncia quella parola? Facile, te lo dice internet...

La Repubblica - 20 marzo 2013

"Pure Pronounceitright.com (versione inglese di Comesipronuncia.it N.d.R.), di Patrizia Serra e Laura Mazzoni, tenta di mettere ordine nella confusione fonetica di chi si affida all'intuito o alle reminiscenze scolastiche per citare nomi e termini stranieri. Invece di far registrare le parole da parlanti madrelingua, il sito opta per la pronuncia corretta fornita da italiani: "Avremmo potuto registrare direttamente i nostri esperti madrelingua per ottenere pronunce perfette, ineccepibili. Ma siamo italiani e, per produrre suoni che tutti noi possiamo ripetere senza esitazione, né imbarazzo, abbiamo fatto incidere i vari fonemi a voci nostrane, che garantiscono la fedele riproduzione italiana delle parole straniere". Leggi l'articolo


Juncker, Wilders e Fillon: ecco come si pronunciano i nomi dei leader stranieri
Corriere della Sera - 25 marzo 2017

"Spesso i nomi dei principali protagonisti della scena politica mondiale sono un vero rompicapo. Imparate la dizione corretta con l’aiuto degli audio di www.comesipronuncia.it..." Leggi l'articolo


Stefano Preziosi | L’internettuale

Radio RAI 2 - 14 Aprile 2008

"… www.comesipronuncia.it è un sito italiano bellissimo dove tu metti una parola in varie lingue, a seconda della lingua che ti interessa, e ti dice esattamente come viene pronunciata. Vi ho portato alcune pillole: cominciamo con una parola inglese di uso comune "development"ed ecco qual è la pronuncia corretta: Development. Ma non solo inglesi, c’è anche la famosa Madonna polacca di "Częstochowa", e vediamo qual è la pronuncia esatta in polacco: Częstochowa. Comunque è comodissimo per speaker, per annunciatori, per attori. Poi ci sono anche delle cose interessanti, per esempio, differenze tra pronuncia inglese e pronuncia americana. La parola "advertisement", prima sentiamo la pronuncia inglese Advertisement (UK), poi quella americana Advertisement (US). E quindi abbiamo la differenza tra inglese e americano. Ci sono anche parole italiane, per esempio, c’è una parola che i colti conoscono e i meno colti non conoscono, sentiamo qual è: Archetipo, c’è qualcuno che dice archetìpo. Un’ultima curiosità e con questo vi lascio, quando l’inglese prende dal greco, c’è un sito famosissimo, vediamo come si deve pronunciare: Wikipedia. E con questo, ciao!"

Si pronuncia mulìebre o mulièbre?

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