Pride Month

due mani aperte a coppa che contengono un cuore di carta con i colori dell'arcobaleno

Dal 18 maggio al 16 giugno 2024 sfileranno le parate del Pride in varie città d'Italia. Scopri dove e quando, ma soprattutto leggi cos'è il Pride Month, perché si festeggia in giugno e perché è importante festeggiarlo.

Cos'è il Pride Month?

Il Pride Month, conosciuto in italiano come il Mese dell’orgoglio LGBTQIA+ (clicca e ascolta la pronuncia) o Parata del Pride, è la celebrazione annuale della comunità LGBTQIA+. La ricorrenza è diventata un momento di orgoglio, solidarietà e riflessione sulle sfide quotidianamente affrontate dalla comunità LGBTQIA+.
Il Pride Month è una festa importante per promuovere l'uguaglianza, accrescere la consapevolezza dei diritti della comunità LGBTQIA+ e combattere l'omofobia e la discriminazione.

Cosa vuol dire LGBTQIA+

La sigla LGBTQIA+ è l'acronimo inglese di Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender, Queer, Intersex, Asexual e il + indica altre specifiche minoranze sessuali o di genere non comprese nell'acronimo. Tradotta in italiano, la sigla vuol dire: Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer (vedi sotto che cosa vuol dire esattamente in italiano), Intersessuale, Asessuale +. LGBTQIA+ in inglese si pronuncia el-gi-bi-ti-kiù-ai-ei plas.

Quando si svolge il Pride Month?

In Italia le manifestazioni del Pride 2024 cominceranno il 18 maggio a Parma, seguiranno il 25 maggio ad Alessandria, Modena e Terni. Il 1° giugno la parata del Pride sfilerà a Perugia, Ferrara, Padova, Pavia, Savona e Taranto, mentre l’8 giugno a Genova e Siracusa. Le sfilate continueranno il 15 giugno a Roma, Bergamo, Catania e Terni e si concluderanno il 16 a Verona.
Il Pride Month si tiene solitamente intorno al mese di giugno, in onore dei moti di Stonewall (si pronuncia ston-uol) del 1969, considerati un punto di svolta per il movimento LGBTQIA+.

Cosa sono i moti di Stonewall?

Quando si parla dei moti di Stonewall ci si riferisce a una serie di rivolte e manifestazioni che ebbero luogo nel giugno del 1969 nel bar Stonewall Inn del Greenwich Village di Manhattan, a New York. Le rivolte furono una risposta alle frequenti retate che la polizia effettuava nel bar frequentato principalmente dalla comunità LGBTQIA+ senza motivi apparenti. I manifestanti, stanchi dell'oppressione e della discriminazione subita quotidianamente, si ribellarono alla polizia dando il via a sei giorni di scontri e proteste. I moti di Stonewall sono considerati un punto di svolta per il movimento per i diritti LGBTQIA+, perché hanno portato maggiore consapevolezza sui propri diritti e hanno stimolato l'attivismo per l'uguaglianza. Le proteste hanno ispirato anche la creazione di organizzazioni e gruppi di difesa LGBTQIA+ e hanno contribuito a promuovere una maggiore accettazione e visibilità per le persone LGBTQIA+ in tutto il mondo.

Cos'è il gender

Il termine gender, genere in italiano, si riferisce principalmente all'identità di genere, che può differire dal sesso di una persona. Più semplicemente, il gender dipende da come un individuo si sente e si identifica rispetto alle tradizionali categorie del maschile e femminile. Il gender include anche l'espressione di genere, che racchiude tutte le manifestazioni visibili e comportamentali di una persona, come il modo di vestire, i gesti o gli interessi. Bisogna tenere sempre presente che solitamente tali aspetti non si esprimono liberamente in nessun individuo, ma sono influenzati dalla cultura, dall’ambiente sociale e dalle aspettative della società. E tali aspettative sono basate su stereotipi millenari sul genere.

Perché è importante rispettare i gender

Il rispetto dei gender è importante e doveroso per vari motivi. Ecco i principali:

  • Rispetto dell'identità: ogni individuo ha il diritto di essere riconosciuto e rispettato per la propria identità di genere, che può differire dal sesso biologico assegnato alla nascita.
  • Inclusione e diversità: il rispetto dei gender contribuisce a creare ambienti inclusivi e rispettosi della diversità, promuovendo la partecipazione e il benessere di tutti.
  • Contrasto alle discriminazioni: il mancato rispetto dei gender può portare a discriminazioni, pregiudizi e violenze che è fondamentale contrastare.
  • Consapevolezza ed educazione: rispettare i gender aiuta a sensibilizzare sulla complessità e la varietà delle identità di genere, promuovendo una maggiore comprensione e accettazione.

In sintesi, rispettare i gender è fondamentale per promuovere l'uguaglianza, la diversità e il rispetto dei diritti umani di tutte le persone.

Quanti sono i tipi di gender?

È cruciale comprendere e rispettare l'ampia gamma di identità di genere. Ecco le definizioni di alcune in inglese, con la traduzione italiana:
Cisgender: cisessuale, chi identifica il proprio genere con quello assegnato alla nascita.
Transgender: transgenere, chi si identifica con un genere diverso da quello assegnato alla nascita.
Non-binary: non binario, chi non si identifica esclusivamente come uomo o donna.
Genderfluid: genere fluido, chi sperimenta cambiamenti nel proprio genere.
Bigender: bi genere, chi si identifica con due generi contemporaneamente.

Cos'è il singular they e come si usa

Le persone non binarie, quelle che non si riconoscono nel genere femminile o in quello maschile, non possono essere identificate con i pronomi he o she, che identificano specificatamente il genere maschile o femminile. I non-binary (i non binari in inglese) preferiscono che si utilizzi il pronome they per definirli. Usando they, solitamente utilizzato per il plurale sia maschile sia femminile, non si definisce in base al genere. Naturalmente si usa them come pronome complemento.
Nei paesi anglosassoni vi capiterà molto spesso di sentire utilizzare con estrema naturalezza il singular they nella vita di tutti i giorni, così come vi capiterà di trovare online professionisti vari che nel loro CV specificano il pronome che preferiscono venga usato quando ci si riferisce a loro. Sia esso heshe o they.

Cosa vuol dire queer?

Queer è un termine inglese che originariamente aveva solo il significato di strano, bizzarro. Alla fine del 1800, queer iniziò a essere utilizzato in senso dispregiativo per indicare gli omosessuali. Fu verso la fine degli anni 80 del secolo scorso che alcuni attivisti cominciarono a rivendicare il termine come alternativa provocatoria a qualunque altro termine che volesse definirli.
Nel XXI secolo, il termine queer è diventato sempre più utilizzato per descrivere un ampio spettro di identità sessuali o di genere non ancora definite.
La definizione queer viene spesso utilizzata da chi non vuole dare un nome alla propria identità di genere o al proprio orientamento sessuale, magari semplicemente perché si sta ancora interrogando sulle proprie inclinazioni, o non vuole precisarle.

21 maggio 2024
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