Dora Varnai: la traduttrice italiana del Premio Nobel per la letteratura 2025

Non solo traduce magistralmente dall’ungherese all’italiano l’opera di László Krasznahorkai, ma Dora Varnai si occupa anche di diffondere la cultura e la letteratura ungherese in Italia, cominciando dalla pronuncia corretta di tutti i nomi ungheresi di Comesipronuncia.it

«Per la sua opera avvincente e visionaria che, in un contesto di terrore apocalittico, riafferma il potere dell'arte», lo scrittore ungherese László Krasznahorkai ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2025.

Nato nel 1954 a Gyula, in Ungheria, Krasznahorkai è uno dei maggiori scrittori della letteratura ungherese e il suo nome, difficile da pronunciare, compare da tempo nel nostro database grazie a Dora Varnai, la traduttrice dall’ungherese all’italiano di ben sei suoi libri. La voce che sentite cliccando questo link è proprio di Dora, che vediamo nell'immagine con l'autore.
Dora è nata a Budapest ma vive da decenni in Italia ed è perfettamente bilingue. Lavora come giornalista e traduttrice-interprete freelance ed è il punto di riferimento di Comesipronuncia.it per tutte le pronunce e le notizie che riguardano l’Ungheria.

Qual è stato il percorso che ti ha portato a diventare la traduttrice di László Krasznahorkai in italiano?

Dopo la laurea al DAMS di Bologna, indirizzo Spettacolo, per diversi anni ho lavorato come organizzatrice teatrale per vari festival, come giornalista freelance e addetta ufficio stampa in ambito culturale. Saltuariamente, però, ho sempre fatto anche la traduttrice e l'interprete, sia in ambito tecnico sia nel settore editoriale. Piano piano, in parte per motivi familiari, le traduzioni editoriali hanno preso il sopravvento.
Il mio primo incontro con l’opera di Krasznahorkai avvenne nel 2000, quando uscì in Ungheria il romanzo Guerra e guerra, un libro che ebbe su di me un effetto folgorante, tanto da indurmi a proporne qualche pagina agli editori italiani, peraltro senza successo. Sarebbe poi stato Giuliano Geri, all'epoca collaboratore della casa editrice Zandonai, il primo a portare Krasznahorkai in Italia, diversi anni più tardi, nel 2013. Giuliano rievoca il loro incontro in uno splendido post che trovate qui. Grazie a lui uscì quindi Melancolia della resistenza, tradotto da Bruno Ventavoli e Dóra Mészáros, e l'autore venne invitato al Festivaletteratura di Mantova. Avendo in passato lavorato a Mantova come interprete di Imre Kertész e Péter Esterházy, venni chiamata per fare da interprete anche a Krasznahorkai durante l'incontro con il pubblico. In quell’occasione l'autore mi svelò che stavano cercando un traduttore o una traduttrice per il libro successivo, che sarebbe stato proprio Guerra e guerra! Volle quindi leggere la mia versione del primo capitolo e la approvò, ma quando stavo per ultimare il lavoro, la Zandonai chiuse i battenti, e io mi ritrovai di nuovo a spedire la scheda del romanzo a varie case editrici... Per fortuna l'anno successivo la Bompiani acquistò i diritti di Krasznahorkai e io venni chiamata a continuare il lavoro, partendo però dal suo primo romanzo, il più famoso Satantango. Guerra e guerra sarebbe uscito nel 2020, come ultimo volume della quadrilogia di grandi romanzi dell'autore.

Come descriveresti in poche parole i temi centrali della scrittura di László Krasznahorkai?

Come per tutti i grandi scrittori, cercare di concentrare in poche parole chiave o pochi temi l'opera di Krasznahorkai rischia di essere riduttivo e di non rendere giustizia alla visione complessa e articolata della realtà che l'autore ci offre. Non a caso Krasznahorkai viene spesso accostato a Kafka, Dostoevskij, o Thomas Bernhard. Penso comunque che l’Accademia Svedese abbia colto alla perfezione i tratti distintivi della sua opera, a cui aggiungerei solo la gentile ironia che traspare da tutti i suoi scritti.

Quali sono le principali difficoltà nel rendere in italiano la scrittura complessa e visionaria di questo autore?

L'ungherese non fa parte delle lingue indoeuropee, e questo comporta alcune differenze strutturali sostanziali rispetto all'italiano, o ad altre lingue più note e diffuse, come l'inglese, il tedesco, il francese. La sintassi ungherese, per esempio, è quasi opposta rispetto a quella italiana, ossia con l'ordine delle parole invertito, il che, considerando la lunghezza delle sue frasi, comporta non poche difficoltà. C'è poi un altro aspetto della sua prosa che i traduttori di tutto il mondo devono tenere sempre presente, ed è il ritmo, la musicalità, una certa "melodia interna" del testo, che l'autore persegue costantemente. Trasporla, con mio grande dispiacere, non sempre è possibile, ma ovviamente tutti noi che lavoriamo alle sue traduzioni cerchiamo di ricrearla in qualche modo nelle nostre lingue di arrivo.

C’è un’opera che è stata particolarmente impegnativa o che ti ha dato una soddisfazione speciale nel tradurla?

Come ti raccontavo prima, la traduzione di Guerra e guerra è avvenuta in più tempi, con varie revisioni della mia primissima versione. In compenso, quella italiana è stata la prima edizione integrale al mondo, in quanto oltre al romanzo stesso contiene anche il racconto È arrivato Isaia, e altri materiali collegati al romanzo, che viene così a rappresentare la tappa centrale di un affascinante "progetto multimediale" dell'autore. Per motivi diversi è stato molto impegnativo anche il lavoro su Seiobo è discesa quaggiù, una raccolta di racconti collegati tra loro che si svolgono in diverse parti del mondo, dal Giappone alla Grecia, dalla Russia alla Cina. Viaggiare per il mondo cambiando epoca storica, atmosfera, lingua di riferimento a ogni capitolo è stata un'esperienza non semplice, ma bellissima!

Che rapporti hai con l’autore?

Da una parte Krasznahorkai è una persona riservata e un po' schiva, che non partecipa a molti eventi, dall'altra - essendo tradotto in più di 30 lingue - è spesso in giro per il mondo. Ci vediamo quindi poche volte all'anno, quando gli faccio da interprete in occasione dei suoi impegni italiani, festival letterari o presentazioni di libri. Per il resto ci sentiamo per email o telefono quando ho delle domande sul testo a cui solo lui può rispondere.

Come hai reagito alla notizia del Premio Nobel 2025 assegnato a Krasznahorkai?

Ormai da anni i pronostici della vigilia includevano László Krasznahorkai nella rosa dei favoriti, per cui un po' ci speravo... Tuttavia, sentire pronunciare il suo nome durante la diretta dell'assegnazione del premio è stata una grande emozione - che mi sono goduta poco, visto che un attimo dopo il mio cellulare ha iniziato a squillare e non mi ha più dato tregua per un paio di giorni, nell’alternarsi di calorose felicitazioni degli amici e di chiamate dei giornalisti a caccia di informazioni sull'autore. Sono comunque molto contenta che grazie alla visibilità offerta da questo premio le opere di Krasznahorkai possano adesso raggiungere molti nuovi lettori in giro per il mondo.

Quale opera consiglieresti a chi si avvicina per la prima volta a Krasznahorkai?

Sicuramente Satantango, il suo primo romanzo, e probabilmente il più famoso, grazie anche alla splendida e lunghissima opera cinematografica che ne ha tratto Béla Tarr. Se invece si preferisce iniziare con una lettura più snella, i già menzionati racconti di Seiobo è discesa quaggiù secondo me sono perfetti.

Patrizia Serra

12 dicembre 2025
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