Pronuncia inglese: gli errori degli italiani

Pubblicata in: News 13/03/2016

english pronunciation

A dar retta a un qualunque curriculum vitae, l’inglese degli italiani è sempre ottimo, parlato e scritto. In realtà, non è così. Passi la grammatica, ma in materia di pronuncia inglese, gli italiani commettono sempre e inesorabilmente  gli stessi sbagli.  Vediamo quali sono e come evitarli per sempre

La pronuncia inglese a scuola
Nella scuola italiana, la pronuncia inglese si insegna male. Talvolta non si insegna del tutto. Lungi dall’essere i soliti disfattisti nei confronti della didattica nostrana, non bisogna dimenticare che gli insegnanti non sono madrelingua e la loro pronuncia non è sempre perfetta. Può anche capitare che alcuni professori diano un loro tocco personale alla pronuncia british con l’accento della regione italiana di provenienza.

Si scrive tanto ma si parla poco
È un dato di fatto: nelle ore di inglese si studiano bene i reflexive pronouns, si metabolizzano il present continuous e tutti gli usi della -ing form, si assimilano i verbi irregolari e si fanno tanti, tantissimi compiti scritti. Alla fine, il tempo da dedicare alla pronuncia inglese è poco e saper scrivere a memoria il paradigma del verbo to buy, è più importante che pronunciare un th con tutti i crismi. Risultato? Si studiano le lingue per anni e al primo viaggio in Inghilterra non si capisce una mazza di quello che dicono gli inglesi. E loro non capiscono questi strani esseri che gesticolano tanto ma parlano una lingua incomprensibile.

Gli inglesi non si sforzano di capire
Ecco un luogo comune da abbattere: i british non si sforzano di capire il nostro inglese o fanno finta di non comprendere. Chi afferma tale idiozia, poi aggiunge: “Com’è che quando parlo inglese con uno spagnolo o un russo ci capiamo?” Semplice: perché entrambi lo parlate da cani e la vostra pronuncia inglese è incomprensibile.

Parlare troppo velocemente
A prescindere dagli errori di pronuncia inglese, gli italiani tendono a parlare la nuova lingua con la stessa velocità in cui parlano l’italiano, senza scandire sillaba per sillaba. Sarà colpa dell’agitazione, ma i risultati sono disastrosi. Avete mai sentito un inglese fare il verso a un italiano che parla? “Tatatatatatatatatata...” È il suono onomatopeico di una mitragliata. Ora capite che il povero british non sta facendo finta di non capire: davvero non afferra una parola di quello che dite.

Pronuncia inglese: la vergogna del TH
Non è una leggenda: per pronunciare correttamente il th è obbligatorio mettere la lingua tra i denti, anche se vi vergognate a morte. Bluetooth (se cliccate ascoltate la pronuncia corretta) non è blutut, così come Thanks, non è tenks…  quella è la pronuncia di carrarmati (in inglese, tanks). Vi renderete conto che se un inglese si aspetta un grazie da voi, si domanderà cosa cavolo c’entrano ora i cingolati.
Ascoltatevi un po’ di parole che contengono il temuto suono: Both (entrambi), Earth (Terra), Faithful (fedele) e ripetetele finché non superate tutte le vostre timidezze. Come ultima spiaggia, andate dallo psicologo.

La lettera H aspirata a casaccio
L’approssimazione degli italiani in tema di pronuncia inglese raggiunge l’apice nell'articolazione delle parole che iniziano con la H. Prendiamo il verbo Hate (odiare). Se tralasciate la H diventa ate, il past del verbo to eat (mangiare). Quindi, se volete dire al vicino d’ombrellone che odiate spalmarvi la protezione solare (I hate sunscreen), e non pronunciate la H, lui capirà che la crema voi ve la siete mangiata.
Sono tante le parole che  senza la H diventano altro: Hold (tenere) diventa Old (vecchio), Hat (cappello) diventa At (preposizione di stato in luogo), Hair (capelli) diventa Air (aria). E poi capita che la H si aspiri con impegno laddove neanche esiste o in quei termini che, eccezione alla regola, ce l’hanno muta, come Hour (ora),Honest (onesto), Heir (erede).   

Le consonanti doppie: è inglese, non sardo
Se i sardi foneticamente raddoppiano le consonanti, gli inglesi le dimezzano. Prendiamo Sorry (scusa). Se cliccate e ascoltate, sentirete una sola R, così come in Cherry (ciliegia) o Raspberry (lampone). E in termini come Apple (mela) o Happy (felice), sentirete  una sola P. Se trovate  consonanti doppie, pronunciatele una volta sola: questa è una delle tante regole della pronuncia inglese.

La R spiona
Quando parliamo inglese, ciò che ci rende immediatamente riconoscibili come italiani e proprio la pronuncia della lettera R. Bella, chiara, arrotolata. Peccato che nella migliore pronuncia inglese la R neanche si sente. Ascoltate parole come Hard (duro), Person (persona), Artichoke (carciofo), Dinner (cena). Non c‘è traccia della lettera R. Naturalmente stiamo parlando di british pronunciation, in inglese americano la R, invece si sente.  Ma, ancora, non è la R italiana. Ascoltate le differenze tra la pronuncia di Perfume (US) e Perfume (UK).

Stalker: la pronuncia sbagliata che perseguita
Se nella vita di tutti i giorni usiamo parole inglesi, allora è ancora più opportuno pronunciarle correttamente. Cominciamo con Stalker (Stalker (UK) e Stalker (US)), termine entrato da poco nei nostri tribunali. Sia in british sia in americano, la L non si sente: cliccate e ascoltate il termine più volte e speriamo lo facciano anche i giornalisti dei vari TG. Rimanendo in tema di obbrobri televisivi, parliamo di Talk show:  la regola è la stessa. La lettere L, seguita dalla K, diventa muta.
Esistono parecchie lettere dell’alfabeto che, posizionate in un certo punto della parola, diventano mute. Nei link agli articoli correlati, troverete la pagina dedicata alle Silent letters che comprende, lettera per lettera, i vari esempi di parole contenenti consonanti e vocali che non si pronunciano. Per una pronuncia inglese comprensibile, queste regole vanno imparate a memoria.

Pronuncia inglese: le S dimenticate
Qui non si tratta di errori di pronuncia veri e propri ma semplicemente di disattenzione e trascuratezza. Quando l’italiano parla, dimentica sistematicamente la S dei plurali. Così come la S della terza persona singolare del presente  indicativo: she cry, he buy, he see, she walk… provate a negarlo.

Concludendo
Tutto sommato, non ci vuole poi molto per migliorare la pronuncia inglese. Basta un minimo di attenzione quando si articolano le frasi. È sufficiente spendere  qualche secondo in più per pensare prima di aprire la bocca… ma questo vale per tutte le lingue.

Patrizia Serra

 

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