Pasqua: le uova e le pronunce

Pubblicata in: News 13/04/2014

Che la Pasqua sia la principale festività del cristianesimo e celebri la resurrezione di Cristo, si sa. Che non abbia un giorno fisso e che nessuno sappia con esattezza come calcolarne la data, è cosa nota anche questa. A noi, allora, non resta che parlare di tradizioni... e pronunce.

 

Parliamo di uova, eggsoeufsEier... quelle vere, metafora della vita che nasce, della resurrezione, del rifiorire della natura con la nuova stagione. Le uova come autentico simbolo della Pasqua.

I primi a usare le uova come dono per celebrare l’arrivo della primavera furono gli antichi Persiani, mentre in Occidente tale usanza si affermò molto più  tardi, addirittura verso la fine del 1700. L’uovo mantenne comunque immutato il suo significato simbolico di nuova vita, di fecondità, di primavera.

L'usanza di decorarle, invece, e di regalarle per Pasqua, sembra nasca in Germania, durante il Medioevo: le uova decorate si donavano alla servitù. Per decorarle venivano bollite e poi avvolte in foglie e fiori che ne lasciavano impresse le sfumature colorate.

Sempre nel Medioevo nasce una nuova tradizione: la produzione di uova artificiali che venivano poi rivestite di materiali pregiati come l’argento o l’oro, e diventavano preziosi regali per la nobiltà. Edoardo I, re d'Inghilterra dal 1272 al 1307, commissionò 450 uova rivestite d'oro da regalare in occasione della Pasqua.

Nella seconda metà dell’Ottocento, l’uovo decorato preziosamente tornò in voga grazie all’orafo russo, di origine francese, Peter Carl Fabergé. Nel 1883, ebbe l’incarico dallo zar di Russia di preparare un dono speciale per la zarina sua moglie. L'orafo creò un uovo di platino che ne conteneva uno d’oro, che a sua volta accoglieva due piccoli doni. L’uovo, così riccamente adornato, divenne famoso e contribuì alla nascita della tradizione dell’uovo con sorpresa.

Fortunatamente la tradizione delle uova preziose lasciò il posto a quella molto più abbordabile e gustosa delle uova di cioccolato, diffusasi il secolo scorso. Finalmente comparvero le uova di cioccolato con sorpresa, quelle che tutti i bambini conoscono e apprezzano. Ma chi avrebbe dovuto portare in dono le uova di cioccolato ai bimbi meritevoli? Ecco allora che prende piede sempre in Germania, il mito dell’Osterhase, il coniglietto di Pasqua, che porta il tradizionale Osterei, l’uovo di cioccolato, ai bambini buoni.
La tradizione si diffonde presto in Europa e persino negli Stati Uniti, importata dagli immigrati tedeschi. Ora anche i ragazzini inglesi come quelli americani attendono l’Easter Bunny, che porta Easter eggs ai bambini buoni e li nasconde negli angoli più impensati del giardino, perché possano ritrovarli il giorno dopo nella grande Easter egg hunt.

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