Le ultime parole famose

Pubblicata in: News 24/03/2014

Se avessero ascoltato le parole degli addetti ai lavori, Marylin Monroe avrebbe fatto la segretaria, Elvis Presley avrebbe continuato a fare consegne con il suo camioncino e Beethoven non sarebbe diventato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.
Ecco le ultime parole famose di chi ha stroncato dei talenti. Clicca e ascolta la pronuncia corretta dei loro nomi.

 

Clint Eastwood - "Hai una scheggiatura su un dente, il tuo pomo d'Adamo spunta troppo fuori e parli troppo lentamente".
Era il 1959. Un esperto produttore degli Universal Studios liquidò così Clint Eastwood dopo un’audizione. A Burt Reynolds, presentatosi dopo di lui, disse invece: “Mr. Reynolds, lei non ha talento”.

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Rudyard Kipling -  "Mi dispiace signor Kipling, ma lei semplicemente non sa usare la lingua inglese".
Queste furono le parole testuali che un redattore del quotidiano San Francisco Examiner disse a Rudyard Kipling nel 1889. Otto anni dopo, nel 1907, l'autore di The Jungle Book fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura. 


Fred Astaire -  "Non sa recitare, non sa cantare, sta diventando calvo. Sa ballare un po’".
Non ebbe alcuna esitazione il produttore della Metro-Goldwyn-Mayer che scartò Frederick Austerlitz al provino di un film nel 1928. Peccato che si trattasse del futuro Fred Astaire.

 

Ronald Reagan - "Non ha il look presidenziale". 
Era il 1964 e alla United Artists si cercava un attore che interpretasse il ruolo del presidente degli Stati Uniti nel film L'amaro sapore del potere. Ronald Reagan non ottenne la parte con la motivazione sopra indicata. 17 anni dopo diventava il quarantesimo presidente degli Stati Uniti d'America.

 

Elvis Presley - "Continua a guidare il tuo camioncino perché come cantante non andrai da nessuna parte”.
Era il 1953 e il musicista e cantante Eddie Bond, che cercava una voce per il suo gruppo, stroncò l’allora diciottenne Elvis dicendogli appunto che non avrebbe mai sfondato come cantante. Poco tempo dopo, colui che sarebbe poi diventato "the King of Rock and Roll", registrò il suo primo singolo con la Sun Records.

 

Marilyn Monroe -  "Faresti meglio a imparare il lavoro di segretaria oppure a sposarti".
Questo fu il consiglio che Emmeline Snively, ex modella e direttrice della Blue Book Model Agency, la più importante agenzia pubblicitaria di Hollywood dell’epoca, diede a Norma Jean Baker, aspirante modella, nel 1944. Poco tempo dopo, Norma Jean diventò Marylin Monroe.

 

George Orwell - "Non siamo sicuri... che questo sia il giusto punto di vista dal quale criticare la situazione politica in questo momento".
Così recitava la lettera di rifiuto per la pubblicazione di un’insolita opera dal titolo La Fattoria degli Animali, che George Orwell ricevette, nel 1944, dal poeta Thomas Stearns Eliot, allora direttore della casa editrice Faber and Faber. Orwell non si scoraggiò e l'anno successivo ci provò con un'altra casa editrice inglese, la Sacker and Warburg: il capolavoro venne pubblicato. 

 

Ludwig van Beethoven - "Un'orgia di rumore volgare".
Questo fu il giudizio lapidario del noto compositore tedesco Louis Spohr nel 1808 dopo aver ascoltato la Quinta Sinfonia di uno sconosciuto Beethoven.

 

Beatles - “I gruppi con chitarra hanno fatto il loro tempo. I Beatles non hanno futuro nel mondo della musica”.
Era il 1962 e, dopo un’audizione, un consumato manager della Decca Records, l’etichetta di Louis Armstrong e Billie Holiday, rifiutava con tali parole un contratto ai Fab Four.

 

Giuseppe Verdi – “Non pensate più al Conservatorio: scegliete un maestro in città”.
Il più celebre compositore italiano di tutti i tempi, Giuseppe Verdi, fece domanda per essere ammesso come alunno pagante al Conservatorio di Milano. Non venne ammesso perché troppo grande d’età (aveva da poco compiuto i 18 anni, età massima consentita) e accusato di mantenere una postura sbagliata della mano. L'istituto successivamente divenne il Conservatorio di musica Giuseppe Verdi, in onore del grande musicista.

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