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Save The Children

I ragazzi in Italia tra gli ultimi in Europa

Minori fra povertà e futuro negato

Repubblica.it del 20 maggio 2013

Nel nostro paese sempre meno risorse destinate ai bambini. I dati nel dossier di Save the Children che sarà diffuso oggi insieme all'indagine "Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani". Una famiglia su 3 non può pagare università a figli


ROMA - E' un vero e proprio 'furto di futuro' quello che si sta consumando ai danni dei bambini, adolescenti e giovani che vivono in Italia. La povertà, sociale, economica, d'istruzione, di lavoro, li sta colpendo come non mai derubandoli di prospettive e opportunità. E con il futuro di chi è giovane oggi, si sta disintegrando il futuro del nostro paese. A lanciare l'allarme è il nuovo dossier di Save the Children "L'isola che non sarà" diffuso oggi insieme all'indagine "Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani", in occasione del lancio della campagna Allarme infanzia.

Quattro le principali e più pesanti 'ruberie' commesse a spese del 'giovane capitale umano: il taglio dei fondi per minori e famiglia, con l'Italia al 18esimo posto nell'Europa dei 27 per spesa per l'infanzia e famiglia, pari all'1,1% del Pil; la mancanza di risorse indispensabili per una vita dignitosa: dunque 'furto' di cibo, vestiti, vacanze, sport, libri, mensa e rette scolastiche e universitarie (quasi il 29% dei bambini sotto i 6 anni, pari a 950.000 circa, vive ai limiti della povertà tanto che il nostro paese è al 21esimo posto in Europa per rischio povertà ed esclusione sociale fra i minori 0-6 anni, e il 23,7% vive in stato di deprivazione materiale). E ancora: il furto d'istruzione è la terza ruberia con l'Italia 22esima per giovani con basso livello d'istruzione (il 28,7% tra i 25 e i 34 anni per dispersione scolastica, pari al 18,2% di under 25 e l'Italia all'ultimo posto per tasso di laureati: il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni, pari a 760.000; furto di lavoro: disoccupati sono il 38,4% degli under 25, il quarto peggior risultato a livello europeo mentre i Neet (giovani che non lavorano e non sono in formazione) sono 3 milioni e 200.000 e posizionano il nostro paese al 25esimo posto su 27. 


Il 31% di madri e padri italiani infatti ammette di non poter pagare l'università dei figli, i quali dovranno trovarsi un lavoro per contribuire alle spese (secondo il 22% dei genitori intervistati), salvo chiedere un prestito (9%).

"Per quantificare il furto di futuro che si sta commettendo ai danni delle giovani generazioni, Save the Children ha utilizzato 12 indicatori Eurostat che permettono di comparare le chance dei bambini italiani con quelle dei loro coetanei europei", ha spiegato Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia, "il risultato, riassunto in 5 mappe e classifiche dei 27 paesi dell'Ue, compresa l'Italia, è deprimente. Considerando i diversi indicatori, il nostro paese si posiziona per 7 volte oltre il ventesimo posto in classifica. Un posizionamento molto negativo che Save the Children ha tradotto in una mappa sintetica in cui l'Italia appare di dimensioni molto ridotte rispetto alle attuali, a indicare la perdita di futuro per i bambini e adolescenti, rispetto ai quali stanno peggio solo i minori di Bulgaria e Grecia".





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Cécile Kyenge

Cécile Kyenge, politica italiana di origine congolese, è il ministro dell'integrazione nel nuovo Governo Letta.
Cécile si è laureata in medicina e chirurgia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma discutendo una tesi in pediatria, e si è poi specializzata in oculistica all'Università di Modena e Reggio Emilia.
Niente male se si pensa che Beatrice Lorenzin, attuale ministro della salute vanta appena un diploma liceale.
Ma qui ci occupiamo di pronunce, non di inadeguatezze istituzionali. Insomma, a quanto pare, la nomina di Cécile Kyenge sembra aver procurato non poche controversie, anche dal punto di vista fonetico.
Nel momento in cui i ministri giurano davanti a Napolitano, il segretario generale della Repubblica non sa che pesci pigliare per annunciare la nuova eletta. No, non si pronuncia così e nemmeno come viene suggerito da qualcuno nell’imbarazzante fuori onda. 




Come si pronunci correttamente ormai si sa da giorni (clicca e ascolta Cécile Kyenge), eppure il nostro primo ministro Enrico Letta, ospite di Che tempo che fa, ieri 5 maggio, non sembra essersene ancora accorto. Fabio Fazio gli pone una domanda inerente Cécile, pronunciandone perfettamente il cognome… Letta risponde ripronunciandolo completamente sbagliato.
Sono anche queste le cose che fanno arrabbiare: perché rifare certi errori quando sappiamo ormai tutti che si tratta di errori?

Ecco comunque Cécile Kyenge che si presenta da sé.

 


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I fratelli Roca

Chef famosi: i Roca i migliori al mondo

Da Espresso.it del 29 aprile 2013

JJJ, i Roca i migliori al mondo
Il ristorante El Celler de Can Roca, dei tre fratelli Joan, Jordi e Josep a Girona conquista la vetta della classifica World's 50 Best Restaurants 'spodestando' dopo tre anni Il Noma di Copenhagen. Sale sul podio l'Osteria Francescana di Massimo Bottura che ottiene il terzo posto. In crescita tutta la pattuglia italiana, con new entry Crippa e re-entry di Scabin. Nadia Santini incoronata donna chef dell'anno

JJJ conquistano il tetto del mondo della cucina. Joan, Jordi e Josep Roca dopo essere rimasti per sette anni al secondo posto salgono con il loro El Celler de Can Roca a Girona (Spagna) al primo posto della classifica World's 50 Best Restaurants, soffiando la vetta al Noma del danese René Redzepi che era al vertice da tre anni dopo il lungo regno di Ferran Adria e deve accontentarsi della piazza d'onore.

Ma la classifica dei migliori 50 ristoranti al mondo sorride anche all'Italia: l'Osteria La Francescana di Massimo Bottura sale per la prima volta sul podio passando dal quinto al terzo posto. È l'ulteriore consacrazione internazionale per lo chef italiano più acclamato dalle nostre guide (a cominciare da l'Espresso che lo conferma come il migliore con un inarrivabile 19.75) e da quelle di tutto il mondo senza considerare i tanti riconoscimenti arrivati dai congressi di gastronomia in giro per il mondo (ultima la standing ovation a quello su filosofia e cucina all'Universita di scienze gastronomiche a Pollenzo). Una sintesi di attaccamento al territorio e creatività che ne fanno la punta del Made in Italy a tavola, l'ambasciatore della nostra ristorazione.

Ma è tutta l'Italia che cresce: Massimiliano Alajmo, altra stella internazionale della nostra risotrazione, vede il suo Le Calandre di Rubano salire di 5 posti arrivando 27°. Rientra in classifica il Combal.zero di Davide Scabin al numero 40: è la terza re-entry nella storia della World's 50 best ed è un risultato senza precedenti. Si affaccia poi prepotentemente nel gotha mondiale Enrico Crippa, il volto nuovo della ristorazione nazionale, che con il suo Duomo di Alba entra in posizione 41. Peccato che a votazione già chiusa (i panelist hanno tempo fino a tutto novembre per votare) Paolo Lo Priore, chef del Canto della Certosa di Maggiano di Siena, abbia annunciato la chiusura (poi trasformata in cambio di linea di cucina e recente riapertura) che l'ha fatto escludere da una classifica dove lo scorso anno era il numero 46.

L'altro prezioso riconoscimento per la nostra cucina è il premio alla migliore cuoca al mondo: il premio Veuve Cliquot World's Best Female Chef 2013 è andato a Nadia Santini del ristorante Dal Pescatore, anche lei a Londra alla premiazione che si è tenuta alla Guildhall, in una grande festa della risotrazione internazionale seguita dai media di tutto il mondo. La premiazione di Nadia è stata accompagnata da una standing ovation del pubblico. Nel suo speech la chef di Canneto ha ricordato che "la cucina è il modo migliore di godere il mondo".

Nella classifica dal 51 al 100 ci sono poi altri due italiani: proprio il Pescatore di Canneto sull'Oglio di Antonio e Nadia Santini e Cracco di Carlo Cracco a Milano.

Ma torniamo ai vertici. Dopo sette anni di attesa, i fratelli Roca ottengono dunque la vetta della World's 50 Best Restaurants, classifica sponsorizzata da S.Pellegrino e Acqua Panna.
Il ristorante dei fratelli Roca combina, in un locale di straordinario fascino a Girona, cucina catalana, tecniche all'avanguardia e passione per l'ospitalità. Joan è alla guida della cucina, Jordi è il mastro pasticciere, mentre Josep è il sommelier e direttore di sala. Una squadra formidabile e il risultato è una cucina piantata nella memoria catalana ma con grande capacità di guardare avanti. Una "cucina emotiva", con ingredienti diversi appositamente scelti per fare riaffiorare nei clienti ricordi d'infanzia, nonché un luogo specifico del loro passato.

Proprio a Londra è stato presentato lunedì 28 in collaborazione con il governo della Costa Brava un progetto innovativo: un libro, un film, una cena multimediale che si svolgeranno nei prossimi mesi nel ristorante dei Roca. Una nuova avventura che è anche il segno di quanto la Spagna investa nella propria cucina e la utilizzi come uno dei suoi elementi di punta internazionali. E la Spagna vanta infatti cinque dei 29 ristoranti europei presenti in classifica.

La Francia ha invece sei ristoranti in classifica ma nessuno nei primi dieci, mentre ad Alain Ducasse è stato conferito il premio alla carriera professionale Lifetime Achievement Award di quest'anno, sponsorizzato da Diners Club International®.

La classifica diventando sempre più internazionale, anche per l'estensione dei panel, vede l'ingresso di nuovi paesi o il consolidamento degli chef di punta di molte cucine emergenti, dove esistono grandissime eccellenze ma non una ricchezza di bravissimi cuochi come in Italia che porta di conseguenza anche a una più facile dispersione dei voti nel nostro paese.

In seguito al successo riscosso dagli Asia's 50 Best Restaurants Awards, annunciati per la prima volta la scorsa primavera a Singapore, l'Asia vanta cosi sette ristoranti nella classifica mondiale, tra cui il Narisawa al 20° posto. Il ristorante di Tokyo si è aggiudicato sia il premio Acqua Panna Best Restaurant in Asia, sia il nuovo premio alla sostenibilità Sustainable Restaurant Award, sponsorizzato da Zacapa. Il premio Sustainable Restaurant Award è assegnato al ristorante che, tra i migliori 50, ha ottenuto la valutazione più alta relativamente alla responsabilità ambientale e sociale secondo la Sustainable Restaurant Association.

Gli Stati Uniti con sei ristoranti in classifica si dimostrano ancora una volta una presenza culinaria importante a livello internazionale. La posizione più alta è raggiunta dall'Eleven Madison Park, al numero 5, che si è aggiudicato il premio Acqua Panna Best Restaurant in North America. Il premio Chefs' Choice Award, sponsorizzato da Silestone by Cosentino e assegnato dagli chef della classifica World's 50 Best Restaurants, è andato a Grant Achatz dell'Alinea di Chicago, classificatosi al 15° posto.

L'australiano Attica si è aggiudicato il premio "Highest New Entry", sponsorizzato da LesConcierges.com, debuttando al 21° posto in classifica, e di conseguenza anche il premio Acqua Panna Best Restaurant in Australasia.
Il premio One To Watch è andato al ristorante sudafricano The Test Kitchen. Il primo ristorante aperto dallo chef di origine britannica Luke Dale-Roberts, situato in un quartiere "shabby-chic" di Cape town.

La classifica World's 50 Best Restaurants è organizzata dalla rivista Restaurant magazine ed è redatta in base ai voti della Diners Club® World's 50 Best Restaurants Academy, un gruppo composto da oltre 900 leader internazionali nel settore della ristorazione. L'Accademia comprende 26 regioni di tutto il mondo, ognuna delle quali è rappresentata da una giuria di 36 membri, tra cui un presidente. Ogni membro ha a disposizione sette voti; di questi sette, almeno tre voti devono essere assegnati a ristoranti al di fuori della propria regione.

La giuria di ogni regione è composta da critici gastronomici, cuochi, ristoratori e "gastronomi" e il voto si chiude tra novembre e dicembre. Proprio per questo non ha avuto influenza sul risultato del Noma di Copenhagen l'intossicazione di alcuni clienti avvenuta a metà febbraio dovuta alla malattia di un dipendente della cucina.
(29 aprile 2013)







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Tulips - Foto di Laura Mazzoni

Aprile: pronunciamo i fiori che sono sbocciati

Aprile è il primo mese in cui in tutta la penisola italiana le temperature, anche quelle notturne, si alzano vistosamente… Almeno così avrebbe dovuto essere. Ed è in questo mese che la natura di solito si risveglia e sbocciano i fiori più belli. Dedichiamoci dunque al gardening, apprestiamoci a concimare (to fertilize UK, to fertilize US), potare (to prune), rastrellare (to rake), a estirpare weeds (erbacce) e a pronunciare in inglese i nomi dei fiori più belli.
Cliccate e ascoltate!
 

Azalea (UK) - Azalea Orchid - Orchidea
Cyclamen (UK) - Ciclamino Pansy - Viola del pensiero
Cyclamen (US) - Ciclamino Peony - Peonia
Daffodil - Narciso Poppy - Papavero
Dandelion - Dente di leone Ranunculus (UK) - Ranuncolo
Hyacinth - Giacinto Rhododendron (UK) - Rododendro
Hydrangea - Ortensia Rose - Rosa
Iris (UK) - Iris Thistle - Cardo
Jasmine - Gelsomino Tuberose (UK) - Tuberosa
Lavender - Lavanda Tuberose (US) - Tuberosa
Lilac - Lillà Tulip (UK) - Tulipano
Lily - Giglio Tulip (US) - Tulipano
Marigold - Calendula Wisteria - Glicine



































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Le Olimpiadi di Italiano

I geni della generazione digitale
che sanno tutto di Dante e Manzoni

A Firenze le Olimpiadi di Italiano. Alla gara più licei scientifici che classici.
«Che tristezza quegli strafalcioni in televisione»


Dal Corriere.it del 27 aprile 2013

FIRENZE - Il linguista Luca Serianni è felice, ma non è stupito: «Tanto entusiasmo smentisce il luogo comune, la preoccupazione sul degrado dell'italiano tra i giovani per colpa di Facebook e degli sms. I ragazzi migliori li usano come strumento ma senza rinunciare all'amore e allo studio della lingua attraverso i canali tradizionali». Parliamo di giovani che navigano con disinvoltura per i mari dell'ortografia («qualcosaltro?», che orrore), della morfologia («più bene?», vietatissimo), della sintassi (le subordinate implicite? Un gioco riconoscerle). Superano con agilità i trabocchetti del lessico («pedissequo?», lo sappiamo, è chi imita passivamente qualcuno) e della testualità (dire «non è un genio» è una litote, non una metonimia). Sono i sessantaquattro finalisti della terza edizione delle Olimpiadi di Italiano, progetto dalla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici del ministero dell'Istruzione (affidata a Carmela Palumbo) in collaborazione con la Farnesina, il comune di Firenze, l'Accademia della Crusca, l'Associazione per la storia della lingua italiana, Radiotre Rai, l'Ufficio scolastico regionale Toscana, l'Ente nazionale Giovanni Boccaccio.

Due le sezioni della gara: primo biennio e triennio conclusivo della scuola secondaria superiore in Italia, più le scuole italiane all'estero. Dodicimila ragazzi inizialmente in gara tra licei e istituti tecnici-professionali, c'è chi si è iscritto nelle scuole italiane di Casablanca, New York, Teheran, Parigi, Barcellona, Madrid, Tunisi, Lagos, Bogotà, il Cairo, Losanna. Una curiosità: su 547 istituti in gara sono stati più numerosi i licei scientifici (212) dei classici (151), delle scienze umane (18) e degli artistici (15). La regione più entusiasta è stata la Campania, con 70 istituti, seguita dal Veneto (59), dalla Sicilia (55), dalla Lombardia (36). A parte la piccola Val D'Aosta (1) il fanalino di coda è la Basilicata (2). Guida operativa affidata al professor Paolo Corbucci del ministero dell'Istruzione. Il vincitore verrà proclamato oggi alle 18 nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio dopo la gara di stamattina tra i sessantaquattro finalisti. Le selezioni sono state due: gare d'istituto e semifinali provinciali e interprovinciali. Entrambe le prove sono svolte per la prima volta online utilizzando una piattaforma informatica creata appositamente.

I ragazzi? Motivati, svegli. Alcuni, scelti a caso. Davide Fiamozzi, Trento: «L'italiano? Una delle più belle lingue del mondo, ha una musicalità straordinaria che altre non hanno. Leggo molto, preferisco la verità storica alla fiction». Letizia Orlando, Nova Siti, Matera: «L'italiano fa parte del nostro patrimonio culturale, va studiato e tutelato. Spesso sento in tv gli errori linguistici dei politici e dei personaggi famosi, mi irritano molto. Leggo volentieri Manzoni e Verga». Giovanni Gentili, Carcare, Savona: «Amo l'italiano perché è la base della nostra stessa cultura, padroneggiare regole e strutture è essenziale per potersi esprimere correttamente nella vita di tutti i giorni».

Maria Finello, Pinerolo, Torino: «Ho sempre avuto un'ossessione per l'italiano e per la scrittura, dai tempi delle filastrocche. Ho già scritto un romanzo fantasy, si intitola "Falasyr". Mi appassiona sinceramente Dante così come Dostoevskij». Veronica Galluzzi, Putignano, Bari: «Mi piace sottopormi alle prove, poi penso che padroneggiare l'italiano significhi saper esporre bene i miei pensieri. Prediligo Calvino, soprattutto "Il barone rampante", mi ricorda "Alice nel paese delle meraviglie"». Federico Bindi, Rho, Milano: «In realtà preferisco la matematica, alla gara mi ha iscritto la mia prof. È andata bene. Leggo moltissimo le avventure di Montalbano». Gioia Cofone, Verbania: «Ho imparato a leggere e scrivere a quattro anni con le favole. Alla gara mi hanno iscritto i miei compagni per farmi una sorpresa. Preferisco i libri alla tv, leggere ti fa emozionare».

Riccardo Paccagnella, Padova: «Dell'italiano mi affascina la grammatica, la logicità di certe regole. Una splendida lingua, c'è sempre qualcosa da imparare. Comunque farò Ingegneria. Ma anche un ingegnere deve saper parlare bene». Giovanni Lo Pinto, Palermo: «Mi ha sempre incuriosito la grammatica, ma inciampavo nelle regole, inventavo parole che non esistevano. Conoscere l'italiano significa sapersi muovere bene in futuro nella vita e nel lavoro». Maria Vittoria Petrioli, Terni: «L'Italiano è un mezzo meraviglioso, ti permette di esprimere ogni concetto e ogni sfumatura, adoro Pirandello ma anche Umberto Eco, "Il nome della rosa". Vorrei iscrivermi a Lettere ma temo per gli scarsi sbocchi nel lavoro».

La presidente dell'Accademia della Crusca, Nicoletta Maraschio, è soddisfattissima: «Il compito della scuola resta comunque importantissimo. L'italiano è un insieme di varietà diverse. Come dice Tullio de Mauro, occorre abituare i giovani a muoversi con sicurezza in uno spazio linguistico sempre più complesso per via delle esigenze settoriali. La politica ha la sua lingua, i ragazzi hanno la loro, il lavoro ne ha un'altra ancora. A questo va aggiunta la nuova necessità del multilinguismo, derivata dal fenomeno della massiccia immigrazione».
I premi? Stage di una settimana a Barcellona, Madrid, Parigi, Casablanca, Saarland. Per chi vive all'estero, un soggiorno di studio a Firenze, all'Accademia della Crusca. Ieri, non solo studio: nel pomeriggio incontro all'Accademia della Crusca con Roberto Vecchioni, grande cantautore, ottimo insegnante, scrittore molto amato. Grandi applausi.
Paolo Conti


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Melbourne - Australia

Via dall'Italia! Ma dove andare?

Il desiderio di andarsene dall’Italia si rafforza più che mai, specie in questi ultimi giorni. Il problema è decidere la metà. Qualità della vita ma anche potere d’acquisto diventano elementi fondamentali per la decisione. Ecco allora qualche spunto di riflessione. L’Economist Intelligence Unit's (EIU), un'azienda indipendente all'interno del gruppo The Economist, specializzata in ricerche e analisi, ha redatto la lista delle 10 città al mondo che offrono la migliore qualità della vita. Gli elementi analizzati sono la sicurezza, la disponibilità di beni e servizi, le infrastrutture. Non rientrano tra i dati analizzati, il clima o il potere d’acquisto.
Ecco la lista:

Melbourne Australia
Vienna Austria
Vancouver Canada
Toronto Canada
Adelaide Australia
Calgary Canada
Sydney Australia
Helsinki Finlandia
Perth Australia
Auckland New Zealand

















Certo il potere d’acquisto non è un elemento trascurabile quando si tratta di decidere la metà ideale del nostro futuro. In questo campo può esservi d’aiuto Expatistan, il sito che vi permette di comparare il costo effettivo della vita tra le varie città del mondo. Si tratta di un database a disposizione dell’utente che contiene più di 610.000 prezzi di alimenti, alloggi, trasporti, divertimenti, vestiario, rilevati in 1.472 città e forniti direttamente da altri utenti. Il sito poi si occupa di analizzare i dati ricevuti e di indicare un indice di costo della vita nelle varie città del mondo. Così, dati alla mano, chiunque può rendersi conto se il budget è adeguato al sogno.
Il servizio è gratuito e se proprio si vuole ricambiare il favore per le tante informazioni ricevute, si possono sempre inserire i prezzi della propria città.
E tanto per rimanere in tema, guardatevi questo video:


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Guggenheim Museum a New York - Opera di Frank Lloyd Wright (1943)

Architetti famosi

Domenica 14 aprile 2013 si è concluso il Salone Internazionale del Mobile a Milano. L’evento di portata mondiale nasce nel 1961 per promuovere le esportazioni di arredi italiani nel mondo. E a quanto pare si è riusciti nell’intento visto che più della metà dei visitatori è straniera. Anche quest’anno è stato un successo, come sempre. 
Tra poltrone e divani, lampade e tavoli, abbiamo visto il design fondersi con la tecnologia, i materiali con le forme e, soprattutto, abbiamo ammirato il mestiere di architetto sovrapporsi a quello di designer. Nell'ultima  newsletter trovate decine di nomi che hanno fatto la storia del design, qui di seguito troverete altri nomi di architetti di ieri e di oggi, che hanno lasciato un segno personale nelle storia dell’architettura internazionale.


Antoni Gaudí - Catalano Daniel Libeskind - Polacco
Frank Gehry - Canadese Ludwig Mies van der Rohe - Tedeso
Zaha Hadid - Irachena Oscar Niemeyer  - Brasiliano
Herzog & de Meuron - Svizzeri Alvaro Siza Vieira - Portoghese
Louis Kahn - Estone Kenzo Tange - Giapponese
Rem Koolhaas - Olandese Christopher Wren - Inglese
Le Corbusier - Svizzero Frank Lloyd Wright  - Americano




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E' italiano il toro più macho del mondo

Da Corriere.it del 11 Aprile 2013

Si chiama Zephir ed è ligure il toro più fecondo al mondo secondo Interbull, organizzazione di 34 paesi che si occupa di valutazioni genetiche nel settore bovino. Lo ha reso noto l'assessorato all'Agricoltura della Liguria. Zephir, di Rossiglione (Genova), ha 104 figlie. Si è piazzato davanti ai tori svizzeri, americani, austriaci e tedeschi. Sua madre si chiamava Athina, il padre Zeus .


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Internet: Italia solo 50esima nel mondo

Corriere.it - 11 aprile 2013

Lo afferma il Global Information Technology Report del World Economic Forum. Il rapporto si basa su un indice elaborato a partire da 54 parametri, penetrazione del Web e diffusione degli smartphone, ad esempio. Al primo posto la Finlandia, poi Singapore. "Un aumento del 10 % dell'indice porta a una crescita dello 0,75% del Pil"

NONOSTANTE l'economia digitale continui a produrre Pil e posti di lavoro in tutto il mondo da anni, l'Italia è fortemente indietro nella capacità di sfruttare la "Tecnologia dell'Informazione". Lo afferma il Global Information Technology Report del World Economic Forum, che ci vede al 50/o posto sui 144 paesi monitorati. Il rapporto si basa su un indice elaborato a partire da 54 parametri, dalla penetrazione di Internet alla diffusione degli smartphone alla disponibilità di capitali.

Al primo posto quest'anno sale la Finlandia, che era terza lo scorso anno, con un indice pari a 5,98. A seguire ci sono Singapore (5,91) e la Svezia, e completano la top ten nell'ordine Olanda, Norvegia, Svizzera, Gran Bretagna, Danimarca, Usa e Taiwan. L'Italia, con un indice di 4,18, si piazza ad un terribile cinquantesimo posto, davanti solo alla Grecia e dietro, oltre che a tutti i principali competitor, anche a paesi 'esotici' come le Barbados, la Giordania o Panama. "In Europa - sottolinea il documento - l'indice rivela una profonda divisione tra le economie del nord e gli altri paesi che è preoccupante. Non basta migliorare l'accesso alle tecnologie, bisogna creare migliori condizioni per le imprese e l'innovazione".

Lo studio del Forum sottolinea anche come l'economia digitale sia un generatore di Pil e posti di lavoro: "La digitalizzazione ha aumentato il Pil mondiale di 193 miliardi di dollari negli ultimi due anni, creando 6 milioni di posti di lavoro - spiega il rapporto - un aumento del 10% dell'indice di digitalizzazione di un paese porta a una crescita dello 0,75% del Pil procapite, e a una diminuzione della disoccupazione dell'1,02%".



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Welcome Easter Bunny

È Pasqua, Easter, Pâques, Ostern… Ed è arrivata con le tradizioni che da secoli l’accompagnano. Parliamo di uova, eggs, oeufs, Eier, quelle vere, da sempre simbolo di nuova vita, di resurrezione, del rifiorire della natura con la nuova stagione. Pare che i primi a usare le uova come dono per celebrare l’arrivo della primavera fossero gli antichi Persiani, mentre in Occidente, tale usanza si affermò molto più tardi, verso la fine del 1700, mantenendo il significato di nuova vita e soprattutto diventando un auspicio di fecondità. Chi poteva dunque portare in dono le uova se non un coniglio o una lepre, famosi per la loro frenetica attività sessuale? Ecco allora che nasce, proprio in Germania, il mito dell’Osterhase, il coniglietto di Pasqua,che porta il tradizionale Osterei, l’uovo di cioccolato, ai bambini buoni. La tradizione si diffonde presto in Europa e persino negli Stati Uniti, importata dagli immigrati tedeschi. Ora anche i ragazzini inglesi come quelli americani attendono l’Easter Bunny, che porta Easter eggs ai bambini buoni e li nasconde negli angoli più impensati del giardino, perché possano ritrovarli il giorno dopo nella grande Easter egg hunt.
In Italia, secondo gli ultimi rilevamenti, pare che l’uovo di cioccolato continui a portarlo l’Esselunga.


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avanti
 


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